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Febbraio 15, 2015 admin 0 Comments

Punto di riferimento per l’amministrazione degli istituti di istruzione nell’età medievale fu sicuramente la scuola dei romani.

Il percorso di studi di età dei romani (su cui di appoggerà quello del medioevo) era più o meno il seguente:

Elementare: Dal literator e dal calculator si imparava a leggere libri, scrivere e far di conto.
Medio: Aiutati dal grammaticus si scendeva nel dettaglio dello studio del latino e si studiava quella greca; si studiava la letteratura di entrambe le lingue e le iniziali nozioni di storia, geopolitica, fisica e astronomia.
Avanzato: Dal rhetor si imparava retorica, la materia di studio di elaborare discorsi per gli utilizzi più vari (in ambito giuridico e in ambito politico innanzitutto). Per poter far questo bisognava avere conoscenze su il diritto, la storia della retorica, il pensiero umano. Ciò che oggigiorno viene definito un corso di miglioramento in discipline letterario-umanistiche.
Una novità rispetto al mondo antico è che chiunque aveva la possibilità di avere accesso alla scuola iniziale (anche nella capitale Rp,a la scuola era pagata dalle singole unità familiari). Infatti già all’inizio del Mediovo, in tutti o quasi i conventi, fra le diverse strutture di ricettività, esisteva la scuola (destinata ai figli dei contadini perché i figli dei proprietari terrieri o delle unità familiari più in vista studiavano in casa di proprietà, seguiti da precettori pagati privatamente), così come nelle città esistevano di norma scuole della diocesi (da cui sarebbero poi cresciute le accademie universitarie) e spesso anche parrocchiali.

Nelle scuole dei conventi si poteva capire come leggere, scrivere e far di conto; a seconda dei periodi (il Medioevo abbraccia ben 10 secoli) e dei luoghi, ci si poteva fermare qui, oppure si potevano proseguire gli studi in più campi: farmacologia-erboristeria e medicina, musica, studio degli astri, logica, eloquenza ecc.

Il successivo corso di studi era sostanzialmente quello romano, ma differente era la cultura generale degli insegnanti.

A scuola nel Medioevo tra un seminario di studio dei costrutti grammaticali e una di eloquenza si studiavano bestiari e lapidari. Dai primi si capiva, per esempio, che i felini dell’India si bloccavano di fronte alla propria immagine riflessa nello specchio (e non mancava certo l’analisi di animali speciali, sulla cui realtà alcuna persona nutriva dubbi, come dragoni e ippogrifi), mentre dai secondi si studiava quanto c’era da sapere sugli effetti che le stelle hanno su ogni singola gioiello e sulle loro virtù di magia.

Ma il cambiamento più evidente rispetto alla cultura dei latini era certamente nella concezione d’insieme del passato e del sapere che si offriva agli studenti. Per un professore del Medioevo era normale pensare che la storia è mossa dalla provvidenza divina e che in tutti gli scrittori, anche in quelli non cattolici, si può trovare un preludio delle verità rivelate dal Cristo.

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