Biblioteca interculturale ADLIS

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PROGETTO SULLA LINGUA ITALIANA COME LINGUA DUE

Il progetto, nel suo complesso, dovrebbe rispondere ad alcune questioni:


come rispondere ai bisogni educativi in fase di cambiamento di tutti gli allievi le cui esperienze all’interno e al di fuori della scuola sono, o saranno, profondamente influenzate dalle diversità culturali e linguistiche;

come promuovere la conoscenza, il rispetto e l’apprezzamento delle diversità culturali e linguistiche in quanto aspetti positivi della società contemporanea;

come salvaguardare le ampie funzioni di integrazione svolte dall’istruzione pubblica, la quale svolge un ruolo basilare nelle società democratiche.

Sono obiettivi irrinunciabili:


lo sviluppo del massimo delle potenzialità di tutti gli alunni;

l’uguaglianza di opportunità ed il perseguimento di competenze e abilità reali per le minoranze;

la realizzazione di programmi di insegnamento per tutti gli allievi in grado di presentare e valorizzare la diversità multilingue e multiculturale come risorsa in un contesto criticamente e costruttivamente dialettico.


A questi fini si possono specificare alcuni criteri e obiettivi di educazione linguistica:


la lingua è una dimensione trasversale a tutte le discipline di insegnamento e la sua specificazione di L2 esige di essere trattata in relazione all’insegnamento di tutte le materie e nei progetti interdisciplinari;

l’apprendimento linguistico a scuola deve tener conto dell’acquisizione della lingua che avviene fuori scuola;

l’acquisizione/apprendimento della L2 e della L1 in età evolutiva avviene in stretta connessione con i processi cognitivi sociali e culturali ed è fortemente influenzato dai processi psicologici;

"imparare ad imparare le lingue è di vitale importanza perché l’aumento della diversità rende anche più difficile prevedere di quali lingue e di quali linguaggi gli allievi necessiteranno da adulti".


L’attuazione di un tale progetto rende necessaria un’équipe capace di misurarsi col compito di rinnovamento rispetto a:


la flessibilità, l’autonomia, l’iniziativa, il senso di responsabilità, la pianificazione;

la disponibilità al cambiamento, la capacità di decentramento, di giudizio critico e di relativismo culturale, l’interesse per il futuro;

la capacità di collaborare, di interagire; la curiosità verso il nuovo; l’interesse a capire, valutare e migliorare le competenze;

l’impegno a perseguire risultati di incremento dell’apprendimento e di qualità nei traguardi generali e specifici dell’educazione.

 

In classe ed in laboratorio di L2


È appurato come l’apprendimento linguistico sia una conseguenza dell’inserimento sociale nel paese ospite, più che una condizione. Un comune spazio di comunicazione e di interazione sociale, che valorizzi il contributo delle varie culture, assicurerà quel contesto multiculturale che dovrà essere sfruttato positivamente per facilitare l’accoglienza didattica dei nuovi alunni e per garantire il trattamento paritario.

Questa presenza potrà e dovrà favorire un’attenzione rinnovata alla lingua nativa da parte di tutti gli allievi e determinare la tendenza positiva a confrontare la lingua italiana e le altre lingue. Ne risulteranno attenzioni metacognitive agli aspetti fonetici, alla semantica, al lessico, alla sintassi dell’italiano che costituiranno altrettante opportunità per lo svolgimento del programma di lingua ordinario facilitando così l’obiettivo di "imparare ad apprendere le lingue" che oltre ad essere uno degli obiettivi del progetto di L2 dovrebbe essere la meta di ogni tipo di educazione linguistica.

Nella classe è possibile ed utile valorizzare gli stimoli positivi offerti dai compagni di classe, laddove il docente sia consapevole del suo ruolo di guida nel coordinare le attività orali di produzione da parte dei parlanti nativi e di fruizione da parte degli stranieri per arrivare ad una comune percezione matalinguistica.

La lingua, come strumento del pensiero, non può essere appresa separatamente dai contenuti. La didattica della L2 non può che essere attuata all’interno delle discipline e di tutti i processi di conoscenza. Per questo, per il bambino straniero funzionano come insegnanti di L2 i docenti di tutte le materie.

Tutti i docenti di una classe hanno il compito di "mediare" il sapere disciplinare attraverso il linguaggio.

Oltre all’ambiente educativo globale di classe, si pone la necessità di un ambiente maggiormente strutturato in funzione individualizzante: il laboratorio linguistico, frequentato da piccoli gruppi di allievi e coordinato dall’insegnante di laboratorio.

Per laboratorio si intende un luogo fisico e sociale identificabile in base ai gruppi di bambini che lo frequentano ed all’insegnante che lo coordina. Nel laboratorio si possono trovare materiali molteplici per lo svolgimento delle attività: schede e stimoli su carta, materiale strutturato, così come oggetti concreti e supporti tecnologici.

Il laboratorio può diventare, quindi, un ambiente socio-comunicativo molto desiderabile per gli alunni e prezioso per gli insegnanti. Il rapporto ravvicinato fra adulti e bambini, la possibilità di riconoscere come propri alcuni spazi ed oggetti – come non sempre accade nella classe – può favorire il formarsi di un clima molto idoneo all’espressione personale, allo scambio, al rinforzo non solo linguistico, ma affettivo e culturale.

LA COMMISSIONE PER L’INSEGNAMENTO DELLA LINGUA ITALIANA COME LINGUA SECONDA

È formata da insegnanti del Pinerolese, di tutti gli ordini di scuola, nelle cui classi sono inseriti alunni stranieri e da insegnanti interessati alle problematiche relative.

Ha come obiettivo il confronto di esperienze, la raccolta e lo scambio di idee, materiali, strategie didattiche ed organizzative in funzione dell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua e utili nelle situazioni di inserimento o presenza in classe di alunni provenienti da altri paesi.

 
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